Le donne musulmane dedicano molta attenzione alla cura del proprio corpo e al make up. I capelli, ad esempio, proprio perché trattenuti nei veli e quindi più soggetti alla caduta, necessitano di essere accuditi in modo particolare. Il make up, inoltre, è particolarmente usato, considerato che gli occhi rappresentano il punto focale del fascino, così come gli ornamenti. Si tratta di prodotti permeabili: questo significa che lasciano passare l'acqua per le abluzioni (la detersione prima della preghiera). Curare il proprio aspetto, secondo la Sharia islamica, significa avvicinarsi sempre di più a Dio. Per le donne musulmane, però, non è facile riuscire a trovare un luogo in cui potersi prendere cura del proprio corpo, nonostante questa sia una pratica fondamentale della religione musulmana. Il Corano, infatti, afferma che il corpo non è dell’uomo ma è affidato da Dio a quest’ultimo. Per questo è necessario curarlo e preservarlo attraverso l’uso dei giusti prodotti. La difficoltà, però, è quella di trovare strutture halal friendly, quali piscine, palestre o centri estetici in cui dedicarsi a se stessi.  

L’Italia e la bellezza halal

I dati relativi alle vendite di cosmetici Halal sono molto incoraggianti in quanto crescono a ritmo sostenuto, con un tasso del 12% circa annuo e del 19% nei Paesi del Golfo. L’Italia, non essendo totalmente preparata alle esigenze dei consumatori musulmani, rischia di perdere una grandissima occasione di guadagno. I turisti provenienti da Paesi musulmani, infatti, prediligono mete come Francia e Regno Unito che al contrario offrono Spa e servizi adatti alle loro esigenze.  

Prodotti cosmetici Halal: non solo per consumatori musulmani

Come per il cibo halal, anche i cosmetici devono contenere ingredienti compatibili con la Sharia islamica; tuttavia non sono solo appannaggio dei consumatori musulmani, in quanto i controlli accurati e l’assenza di ingredienti di origine animale danno un’idea di prodotto sano, biologico e cruelty free. Infatti, i cosmetici halal sono certificati affinchè alcun test sugli animali venga effettuato. Non solo però gli ingredienti, ma anche il packaging e la comunicazione del prodotto devono essere conformi ai dettami della legge islamica. I prodotti più richiesti sono quelli rivolti alle donne: dalle creme idratanti al make up, dai saponi agli shampoo. Per quanto riguarda il giro d’affari, il dato è molto importante: in media una consumatrice dell’ Arabia Saudita spende fino a 40.000 € l’anno per prodotti di bellezza, contro i 180 € di un’italiana.  

Cosa è permesso

Per la produzione dei cosmetici Halal è permesso utilizzare sostanze legate a tutti gli animali erbivori, eccetto l’asino. Degli animali ritenuti Halal in ambito cosmetico è permesso usare le carni ed eventuali altre parti escludendo in modo categorico il sangue. In relazione a questi animali, è d’obbligo che essi siano macellati secondo gli standard della Sharia islamica prima dell’utilizzo degli stessi.

Cosa è vietato

Per la produzione dei cosmetici Halal è vietato utilizzare animali di origine suina o di asino e suoi derivati, nonché l’uso di alcune parti di animali quali ossa, artigli, capelli e vari grassi che comunemente vengono usati per la produzione dei cosmetici. Elemento ritenuto ad alto rischio per la produzione dei cosmetici è anche l’alcol. Infatti alcune aziende cosmetiche hanno sviluppato delle linee di profumi e creme senza alcol dedicate ai consumatori musulmani. Sono, inoltre, vietate le sostanze estratte da animali vivi, quando questo comporta sofferenza sugli animali.