Ad annunciare l’importante novità per il mondo Halal globale è stato il direttore dell’Istituto di Standardizzazione dei Paesi del Golfo Babil Mulla. Durante i lavori della Terza Conferenza Golfo sono state prese in esame varie analisi tecniche. Sulla base di queste ultime è emerso che gli standard unificati per il Kuwait relativi agli accreditamenti dovranno essere utilizzati anche per il settore Halal. 

E’ sotto gli occhi di tutti che è in corso da tempo una continua evoluzione su abitudini e stili di vita (non solo alimentari) di tutti noi. Un’evoluzione che ha inevitabilmente portato alla nascita e allo sviluppo di nuove industrie e di conseguenza all’introduzione di nuove linee di prodotti alimentari, cosmetici, farmaceutiche e così via.

Alla luce di questa continua evoluzione è emerso dunque che i tecnici del “Gulf Cooperation Council”, ovvero il Consiglio di Cooperazione del Golfo si impegneranno a mettere a regime uno standard comune Halal per tutti i Paesi del Golfo. 

Per comprendere la rivoluzione novità nel settore occorre conoscere qualche nozione storica sul Consiglio di Cooperazione del Golfo.

Nato il 25 maggio 1981, su impulso dell’Arabia Saudita e pressione degli Stati Uniti, l'Organizzazione ha scopi essenzialmente economici e sociali (le questioni politiche sono raramente affrontate). Il Consiglio comprende i seguenti Stati del Golfo Persico: Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Qatar. Questi sono spesso chiamati Paesi della cooperazione del Golfo Persico.

Scopo dell’Organizzazione è instaurare nel Golfo Persico un mercato comune. Il Consiglio si occupa quindi di assicurare sia la stabilità economica e politica della regione, sia l’unificazione del sistema economico e finanziario dei Paesi membri. 

In questo ambito, dunque, le rivoluzioni per il mondo Halal potrebbero essere decisive per far luce in un settore ancora privo di regole comuni per tutti i Paesi. 

Decisivo sarà il contribuito che forniranno gli esperti di Halal International Authority che trasmetteranno periodicamente suggerimenti tecnici all’istituto del Kuwait

Una novità che può creare le basi per dar vita ad un unico filo conduttore nel mondo Halal globale, capace di essere trasferito ed utilizzato anche in Europa e in Italia. 

Ne è convinto il presidente di Halal International Authority Sharif Lorenzini.

“Siamo certi che il nostro lavoro e quello dei membri di tutto il Concilio servirà prima di tutto a fare chiarezza, abbattendo definitivamente le criticità purtroppo ancora presenti nel settore degli accreditamenti Halal –ha ribadito Lorenzini- ma soprattutto sarà utile per i colossi industriali italiani che intendo aprirsi al mercato orientale. Di fatto –ha aggiunto Lorenzini-  questi standard comuni aprono nuove frontiere e quindi interessanti opportunità di crescita e business in un periodo abbastanza complesso come quello che l’Italia sta vivendo sotto il profilo economico. Avere una certificazione riconosciuta da questi Paesi e semplificare le procedure di esportazione può creare – ha dichiarato Lorenzini – una via alternativa alla pesante crisi economica che continua a strozzare il Paese.

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