IN CANTIERE UN NUOVO ORGANISMO DI ACCREDITAMENTO

“Verso una nuova dimensione del mondo Halal e in particolare un nuovo organismo di accreditamento internazionale degli enti di certificazione Halal nel mondo”. Importanti novità emergono dalla settima convention dedicata al mondo Halal organizzata dal Dipartimento di Sviluppo Islamico della Malesia, Jakim. All’evento che si è svolto a Kuala Lampur il 28 e il 29 marzo scorsi ha preso parte anche Halal International Authority, l’unico organismo italiano, membro del World Halal Food Council (Concilio Mondiale delle autorità del mercato Halal) riconosciuto a livello internazionale da enti governativi e non, in grado di certificare a livello mondiale prodotti agroalimentari e servizi secondo gli standard islamici. A rappresentare l'importante ente ai lavori, il presidente Sharif Lorenzini.

Nei due giorni di intensi lavori e focus di approfondimento i rappresentanti degli enti certificatori si sono confrontati per fare un punto sui nuovi standard Halal in recente vigore nello stato della Malesia, ritenuto il Paese per eccellenza in questo genere di certificazione, in totale sinergia con i dettami della Shariah Islamica. Ed è da questi elementi che i rappresenti degli enti certificatori che sono partiti per far emergere la novità di questa edizione: mettere in piedi la costituzione, a livello mondiale, di un organismo di accreditamento internazionale degli enti di certificazione in grado di uniformare gli standard halal ed evitare che enti irregolari, o peggio ancora, non ufficialmente riconosciuti, possano introdursi in questo delicato settore.

Una battaglia in corso da anni non soltanto dalla Malesia ma soprattutto dagli enti certificatori sparsi per il mondo. In particolare in Italia, Paese nel quale Halal International Authority ha ricevuto l’incarico ufficiale di segnalare le realtà irregolari e illegittime ai fini del rilascio della certificazione.

Nell’ambito dei lavori è emerso che la Malesia si conferma il modello per eccellenza di un mercato integrato Halal integrato, dove più dell’80% del suo sistema produttivo è effettivamente certificato Halal. Modello al quale tutti i Paesi del mondo dovrebbero ambire per incrementare un settore che produce 3.100 miliardi l’anno, con una stima di crescita del 15%, raggiungendo una popolazione di due miliardi di musulmani che producono prodotti e servizi che rispettano i precetti del Corano: 41 milioni di Europa e 5 milioni circa in Italia.

Per questo, Halal International Authority, dal canto suo, ha ribadito la necessità di concretizzare al più la realizzazione del primo Halal Hub Mediterraneo. “Un progetto più che ambizioso – secondo il presidente di Hia Sharif Lorenzini – in grado di assicurare nuovi progetti di cooperazione commerciale, al fine di favorire l’istituzione di consorzi e gruppi di impresa, favorendo i flussi di export  e di internazionalizzazione delle imprese nonché l’incoming di turismo halal, senza dimenticare mai i valori etico-morali ai quali i consumatori musulmani non intendono rinunciare. Naturalmente – ha ribadito Lorenzini – è ovvio pensare che, se il progetto si trasformerà in realtà sarà in grado di supportare, in modo concreto, molte aziende italiane in un momento di forte crisi economica come quello che stiamo vivendo”. 

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